Il forte maltempo del 16 Settembre 2016: genesi ed effetti di un evento meteo

di Lorenzo Dorato

Ieri, 16 Settembre, dopo una prolungata fase siccitosa per molte zone (ad eccezione di sparsi fenomeni temporaleschi dei giorni precedenti), si è verificato un evento meteorologico di rilevante entità che molti abitanti delle vaste aree comprese tra Roma e il Lago di Bolsena probabilmente ricorderanno a lungo.

La genesi dell’episodio era chiara già da diversi giorni. Si prevedeva l’entrata di una saccatura depressionaria ad ovest dell’Italia tra Spagna e mediterraneo centro-occidentale in successivo avanzamento verso est.

E così è stato, come ben mostra la mappa barica a 500Hpa di ieri mattina alle h 6:00 (16 Settembre).

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Si tratta della tipica configurazione a rischio per le nostre zone. Lo sprofondamento poco ad ovest dell’Italia di un’ansa depressionaria da nord provoca infatti la risalita sul ramo caldo ascendente (nella mappa la linea rosso-arancio che dalla Sardegna risale verso l’Argentario) di nuclei temporaleschi intensi, alimentati dall’aria calda e dai contrasti con l’aria più fresca in entrata. Spesso questo tipo di configurazioni danno luogo ai cosiddetti e temuti sistemi a V, strisce temporalesche con la caratteristica forma a V (con l’apice della V a sud-ovest e il lato largo a nord-est). Questi sistemi sono capaci di innescare vere e proprie alluvioni lampo.

Ma cosa è accaduto esattamente ieri? Ci siamo trovati di fronte ad un simile sistema? La risposta non è semplice perché la tipologia di celle temporalesche che hanno interessato il nostro territorio è stata in realtà variegata.

La previsione di un sistema a V in risalta da sud-ovest (data quasi per certa da molti modelli locali) vedeva un’area tra alto viterbese e senese come il più probabile obiettivo. A seguire vi sarebbe stata instabilità più diffusa.

Le cose sono andata un po’ diversamente.

Dapprima nella tarda nottata-primo mattino il viterbese è stato colpito in pieno da un sistema di celle plurime che hanno causato accumuli molto intensi. Eloquente questa immagine delle fulminazioni di ieri alle 5 del mattino.  E così in circa 3-4 ore (con il grosso dei fenomeni talvolta concentrato anche solo in 1 ora e poco più) molte località avevano già raggiunto i 50-70mm di pioggia (Viterbo, Tuscania e Caprarola ad esempio).

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Dapprima è stata colpito con ingenti accumuli il viterbese occidentale (Tarquinia-Tuscania), poi l’area ad ovest del lago di Bolsena (Valentano), poi il comprensorio Cimino e infine più a sud il basso viterbese e il romano settentrionale con ancor più veemenza, in particolare la linea tra Manziana e Nepi.

Qui sotto un’immagine radar di quelle ore altrettanto significativa mentre veniva colpita la linea Lago di Bracciano Nepi

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Nel pomeriggio, dopo diverse ore di pausa, un nuovo sistema di celle temporalesche si è strutturato a largo delle coste del viterbese, mentre più a sud (a sud-ovest della costa romana) un vero sistema a V di vaste proporzioni stazionava in pieno mar Tirreno. Mentre il sistema a V ampio tardava ad avanzare le celle più a nord si sono invece spostate rapidamente nell’entroterra generando nuovi accumuli, meno forti, ma in alcuni casi nuovamente imponenti. In particolare, dopo aver ben colpito l’Alta Tuscia (nuovamente molto colpita l’area Latera-Valentano-Gradoli), una striscia temporalesca ha pesantemente insistito sulla stessa linea già flagellata la mattina: Manziana-Nepi.

Solo a Nepi nord sono caduti altri 60mm nel pomeriggio dopo i quasi 80mm della mattina.

Ecco qui l’immagine radar di quelle ore. Si noti la straordinaria frammentazione di tre sistemi temporaleschi a striscia. Una sulla Toscana, l’altra sul basso viterbese e la terza, il vero e proprio sistema a V, ormai avanzato vero le coste del Circeo. Immagine davvero splendida!

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E così si è chiusa una delle giornata di maltempo più intense e particolari degli ultimi tempi. Notevole soprattutto poiché giunta dopo un prolungata periodo di scarse precipitazioni (eccezion fatta per temporali localizzati nella settimana precedente).

Ed ora una lista (per forza di cose incompleta) di alcuni accumuli che sono stati accertati nel nostro territorio oltre i 70mm giornalieri.

Nepi nord : 135mm

Villa San Giovanni: 98mm

Valentano: 97 mm

Civita Castellana: 95mm

Viterbo Santa Barbara: 77mm

Caprarola Cucciale: 75mm

Acquapendente: 70mm

Poi tantissime località oltre i 50 e 60mm, valori in ogni caso molto notevoli.

Altri valori registrati al di fuori della nostra rete meteo sono altrettanto impressionanti:

Canale Monterano: 175mm

Bassano Arsial: 135mm

Latera: 104mm

Senza dubbio l’area in assoluto più colpita è stata quella ad ovest del Lago di Bracciano (Manziana, Canale Monterano)

In definitiva si è trattato di un evento meteorologico di indubbia rarità per alcune zone (non è certo comune accumulare più di 130 o più di 90-100mm millimetri in un giorno). La dinamica barica del resto suggeriva la possibilità di eventi molto intensi.

Purtroppo si sono registrati danni piuttosto seri ai terreni e ai raccolti in particolare di nocciole nell’area viterbese, in particolare la zona del Lago di Vico.

Fortuntamente non si sono registrate vittime né feriti anche se stando alle cronache locali varie persone sono state tratte in salvo a seguito dell’esondazione di alcuni fiumi nella Tuscia occidentale (territori di Tuscania e Montalto).