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La neve a Roma – parte II: la nevicata del 30 Dicembre 1939

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di Lorenzo Dorato

Circa un anno fa scrissi un articolo sulla neve a Roma, parlando delle diverse configurazioni che possono portare la tanto agognata dama bianca sulla città eterna. Si trattava della descrizione di situazioni teoriche comprovate da riscontri empirici di serie storiche di lungo periodo. Ovvero a Roma la neve può cadere soltanto se si verificano particolari condizioni bariche abbastanza rare, sebbene non certo impossibili o eccezionali.

Ora dagli aspetti più “teorici” ci caleremo all’interno del suggestivo mondo delle nevicate reali, storiche avvenute su Roma. Lo faremo analizzando via via gli episodi nevosi più significativi avvenuti dal 1939 al 2012, includendo non solo le grandi nevicate storiche più note (1939-1956-1965-1971-1985-1986-2012), ma anche episodi minori, ma comunque importanti (almeno 3cm di neve al suolo in maniera diffusa).

Il 30 Dicembre 1939 caddero su Roma dai 15cm (centro storico) ai 30cm (quartieri alti occidentali). Si tratta di una delle 6 nevicate più importanti cadute in città nel corso del ventesimo secolo e una delle cinque nevicate con accumulo superiore ai 15cm (insieme al 1965, 1971-1985 e 1986).

Eccone qui una testimonianza fotografica: i portici di Piazza Vittorio con i tram che passano sulla strada coperti di neve fresca.

Schermata 2015-10-26 alle 16.01.41

L’idea di fissare l’inizio dell’analisi delle singole nevicate al 1939 è legata ad una questione  di maggiore affidabilità della memoria storica: non solo in termini di fonti disponibili in rete o su articoli di giornale dell’epoca, ma anche per fonti dirette derivate da racconti personalmente ascoltati da nonni o altri parenti. Per le nevicate precedenti (quelle di fine ’800 e degli anni ’10 e ’20) le fonti si fanno sicuramente più rarefatte e quelle dirette, oramai, tendono purtroppo a scomparire.

L’episodio del 1939, come ora vedremo, fu particolarmente straordinario per le condizioni bariche con cui si realizzò (niente affatto scontate e “tipiche”).

Secondo quanto riportato dagli osservatori del Collegio Romano che raccolgono accuratamente dalla fine del ’700 dati sullo stato tempo a Roma, la neve iniziò a cadere alle 22 del 29 Dicembre e continuò fino alle 6 del mattino del giorno 30. Una nevicata notturna, quindi, di quelle che al mattino regalano l’emozionante scenario di una città completamente trasformata nel silenzio delle prime ore del giorno. Al mattino si potevano contare circa 15cm di neve in centro storico e oltre 20-25cm in altre zone più collinari della città.

La configurazione che regalò questo straordinario episodio la possiamo ritrovare nell’archivio della carte meteorologiche di wetterzentrale e meteociel. Sebbene si tratti di un periodo storico piuttosto lontano e quindi l’affidabilità della ricostruzione barica non sia eccellente, tuttavia è ben possibile farsi un’idea di cosa è accaduto in quel giorno e nei giorni immediatamente precedenti.

Già da diversi giorni un flusso di aria gelida imperversava sull’Europa centrale grazie ad un cuneo altopressorio esteso in est-atlantico-penisola Iberica, Irlanda-Islanda.

Questa la situazione barica del 28 Dicembre 1939. Evidente nella carta 850hpa il flusso gelido esteso dalla Russia europea fino all’Austria e alle porte orientali dell’Italia.

28 Dicembre 1939 h 00 500Hpa

28 Dic 1939 h 00 t 850Hpa

Alle h 12 del 29 Dicembre (carte sottostanti) il passaggio dell’aria fredda a nord delle Alpi va a generare un flusso umido di risposta sul mediterraneo. Si noti nella carta a 500Hpa l’ansa depressionaria di 1015 mb estesa dalla Francia fino alla Grecia con minimo barico centrato tra Grecia e Sicilia di 1005 Hpa.

Malgrado il minimo principale sia molto basso tuttavia la depressione è molto estesa verso ovest grazie al passaggio di aria fredda piuttosto alto. In sostanza il freddo più crudo che il 28 Dicembre si trovava alle porte del Friuli Venezia Giulia non ha sfondato sull’Italia in modo diretto, ma si è disperso più a nord lasciando il paese sotto un flusso sempre freddo (ma non eccessivo), ma umido con correnti da sud-ovest in quota. Si tratta della condizione generale che permette la neve sui versanti tirrenici. Quando il gelo, invece, entra diretto e crudo da nord-est sull’Italia centrale, il tirreno si trova sempre inesorabilmente riparato e prevalgono cieli sereni o poco nuvolosi mentre l’adriatico beneficia di bufere di neve.

Dalla barica sottostante è molto probabile che il 29 Dicembre sia stata una giornata di pioggia in pianura e di neve collinare che andava via via abbassandosi di quota.

29 Dicembre 1939 h 12 500Hpa29 Dic h 12 t 850Hpa

La sera del 29 Dicembre, l’abbassamento verso sud del nucleo gelido produce quell’ulteriore calo termico che permetterà l’inizio della grande nevicata a Roma.

Ad 850Hpa alla latitudine di Roma appare una -5° abbondante, condizione che, in presenza di aria continentale pellicolare (quale fu evidentemente quella presente in quelle ore), può permettere (con venti di terra) alla neve di raggiungere quote pianeggianti.

Interessante notare come la struttura depressionaria alle h 00 del 30, momento di inizio dell’evento nevoso, non abbia una solida struttura al suolo (assenza del tipico minimo barico basso in area basso-tirrenica). Tuttavia la struttura in quota è molto potente e sufficientemente alta (come latitudine) per permettere ancora un buon afflusso di aria umida da sud-ovest e dunque la continuazione di un tempo perturbato freddo in grado di garantire la precipitazione nevosa per alcune ore.

30 Dicembre 1939 h 00 500hpa

 

30 dic 1939 h00 t 850

 

La nevicata del 30 Dicembre 1939 è in un certo senso atipica rispetto ad altri episodi nevosi (che avremo modo di analizzare nelle successive parti di questa rubrica a tema).

1- Assenza di un mínimo al suolo strutturato

2- Entrata in quota molto stretta (sul filo del rasoio) nella fase più fredda della perturbazione

In sostanza la forza dell’irruzione fredda riuscì a creare una ciclogenesi tirrenica anche senza una vera e propria depressione strutturata a tutte le quote, con un passaggio molto veloce e stretto da est a ovest.

Questi elementi rendono l’episodio del 1939 eccezionale, quanto lo fu quello del 1965 (di cui parleremo prossimamente).

Alla prossima puntata, con il racconto di altri episodi nevosi che hanno donato la loro magia su Roma.

 

 

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