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Possibili analogie e differenze tra l’inverno 55/56 e l’inverno 15/16

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di Claudio Giulianelli

Ricorre quest’anno il 60esimo anniversario dallo storico inverno 1955/56, facente parte della nota triade degli inverni gelidi del 900′, 29-56-85 a cui poi si è aggiunto il 2012 in questo inizio di xxi secolo. Sono inverni che statisticamente ogni 25-30 anni portano neve e gelo su buona parte del territorio europeo.

Di inverni gelidi ce ne sono stati comunque tanti altri nel 900, solo che non sono così famosi perché magari più mirati in specifiche aree dove sono stati anche più freddi! Per esempio l’ondata di gelo di fine 2014 è ricordata in alcune località della Sicilia come la più potente degli ultimi 100 anni (neve a cozzo spadaro, sembra che non accadeva dal 1905).

E questo 2015/2016 che possibilità ha di diventare un inverno freddo e nevoso come il mitico 1955/56?

Dicembre è ormai finito con caldo anomalo su tutta l’Europa. Anche novembre ha deluso,tragico allo stesso modo se non fosse stato per quell’avvezione fredda di fine mese. Ma i mesi più invernali di solito per noi sono quelli di Gennaio e Febbraio, presto dunque ancora per gettare la spugna.

Facciamo un confronto con l’inverno di 60 anni fa e quello attuale e noteremo sbalorditive somiglianze sull’andamento della stagione fino ad ora.
Cominciamo coi raffronti teleconnettivi:

Inverno 1955/56 :  Nina strong, QBO lievemente negativa o ininfluente, attività solare forte.

Inverno 2015/16:  Nino strong, QBO pienamente positiva, attività solare neutra o in calo.

Andamento della stagione fino ad ora:

Inverno 19955/56: 1) Dicembre a tratti freddo sugli Usa occidentali, mite su quelli orientali e sull’Europa con VP compatto a tutte le quote e stratosfera molto fredda. 2) A fine Dicembre un richiamo mite in quota verso la Russia rinforza l’anticiclone termico russo-siberiano a tutte le quote con destabilizzazione del Vortice polare e AO da pienamente positiva a negative. L’anticiclone delle Azzorre si spinge massicciamente verso il Canada orientale, i solido blocco anticiclonico atlantico favorisce la prima avvezione fredda della stagione ma ancora ordinaria.

 Inverno 2015/16: 1) la stessa cosa abbiamo avuto a Dicembre ma con anomalie  più insistenti. 2) A  dicembre 2015 abbiamo avuto la stessa identica cosa fino a fine mese. A gennaio il vp sarà destabilizzato? Secondo la media delle tendenze GEFS si.

Qui di seguito si riporta un esempio del pattern medio di dicembre nel ’55: notare che del freddo si reca a tratti sugli stati occidentali degli USA, più mite in particolare sulle pianure centrali e poi verso est. Nella norma o lievemente sopra a tratti anche in Europa,freddo solo su baltico e Russia.

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Ecco invece un analogo esempio di quest’anno a metà Dicembre.

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Carta per metà mese di gennaio 2016: destabilizzazione del vp,con prime avvezioni fredde per l’Italia.

image2 (1)

Qui sotto si noti il deciso indebolimento del vp nel 56 in gennaio.

image1

 

Dopo aver fatto questi raffronti sinottici giungiamo alle conclusioni: abbiamo visto che dicembre si è comportato uguale in entrambi gli anni, per la precisione già nel dicembre 55′ fece le sue prime comparse l’orso, ma con scarsa influenza. Quest’anno invece le prime comparse le ha fatte a novembre. A fine dicembre di questa stagione un’ esile cuneo di alta pressione arrivato dalla costa orientale americana ha subito un fortissimo rigonfiamento in area europea grazie all’anticiclone sempre presente su di noi in questo mese, rigonfiamento che ha portato aria mite fino all’artico russo creando le condizioni giuste per il ritorno prepotente dell’orso. Nel 56′ la cosa fu meno potente, ma portò lo stesso risultato. Gennaio 56′ vide un vp destabilizzato, ma mire per noi per brutte disposizioni delle anomalie di pressione al polo. Rimane da vedere come andrà gennaio 16′ e il resto dell’inverno.
Ma gli indici teleconnettivi sopra elencati sono praticamente opposti! È questa la cosa sconvolgente, due situazioni opposte che portano ad un risultato comune? In entrambi i casi gli indici sono tutt’altro che favorevoli a invernate, per questo il 56′ rappresenta anche qualcosa di eccezionale. Per ora possiamo solo seguire con apprensione le vicende di gennaio, seguite tutti gli aggiornamenti che verranno!
Questo raffronto è quasi una provocazione, soprattutto perché guardando le carte delle temperature a 850 hpa del 55/56 ci si rende conto di quanto il lago gelido al polo si sia ridotto a causa del cambiamento climatico. Ora servirebbe un super raffreddamento per far ricomparire la -28 su un’area relativamente ristretta del polo, nel 56′ quest’isoterma ricopriva quasi tutto il mar glaciale artico! Di conseguenza le eventuali irruzioni polari oggi sarebbero ben più deboli,dubito quindi che vedremo ancora una -22 sull’Europa.

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