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Previsioni breve termine

lunedì 20 agosto 2018 di Cemer - Centro Meteo per l'Etruria e Roma | 0 commenti

Lunedì 20 Agosto 2018

Cieli sereni o poco nuvolosi al mattino, salvo locali annuvolamenti. Rovesci e temporali nel pomeriggio, localmente di forte intensità. Temperature stazionarie o in lieve aumento.

Martedì 21 Agosto 2018

Cieli sereni o velati al mattino, annuvolamenti nel pomeriggio con possibili rovesci o temporali, localmente forti. Temperature pienamente estive, leggermente al di sopra della media.

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Sasso Naticarello

sabato 14 luglio 2018
di Cemer - Centro Meteo per l'Etruria e Roma
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La geologia dei Monti Cimini

Uno sguardo geologico alle meraviglie del territorio cimino

di Nicholas Fanicchia

Guardando il Lazio dall’alto, ed in particolare la provincia di Viterbo, si notano immediatamente quelle strutture concentriche, a forma di cratere, la cui origine è fortemente legata all’azione delle forze endogene: si tratta di vere e proprie strutture geomorfologiche che sono il lascito dell’intensa attività vulcanica avvenuta migliaia di anni fa. Nella Tuscia, il vulcanismo ha originato una serie di distretti a prevalente attività esplosiva (vedi esempio dell’Etna) che scendendo da nord a sud si riconoscono in quello: vulsino (Lago di Bolsena), cimino (Monte Cimino), vicano (Lago di Vico), sabatino (Lago di Bracciano) e tolfetano (Monti della Tolfa). In particolare, il settore geologico proprio dei Monti Cimini, a sud del capoluogo Viterbo, appartiene all’evoluzione della tettonica associata all’apertura del Mar Tirreno ed è spesso (erroneamente) inteso come un tutt’uno tra quello cimino e quello vicano. In realtà, come precedentemente esposto, i due distretti sono assolutamente indipendenti l’uno dall’altro, nonostante l’estrema vicinanza chilometrica (pari a circa 10 km in linea d’aria).

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Foto della neve del febbraio 2018 a Corchiano

venerdì 4 maggio 2018
di Cemer - Centro Meteo per l'Etruria e Roma
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Corchiano l’inverno e la neve

Anche nella cittadina Falisca può comparire la neve nella stagione fredda

Di Andrea Magrini

Viterbo, 4 Maggio 2018 – Visto che siamo entrati nel semestre caldo e si sta avvicinando l’estate quale modo migliore per “rinfrescarsi”, se non rispolverando meteo-ricordi invernali? Dopo aver parlato nel precedente articolo, in via generale, delle caratteristiche climatiche del Comune di Corchiano, (www.cemer.it/microclima-corchiano/) con il presente, parleremo del periodo climatico più freddo dell’anno, e più dettagliatamente dell’ultimo inverno.

La recente stagione ha riservato finalmente bianche sorprese e ha presentato i tipici fenomeni del microclima locale, come le estese gelate mattutine, anche se in misura minore rispetto ad anni passati, per via di periodi anticiclonici più brevi; come sovente accade, anche quest’anno è stata confermata la scarsa presenza, nel nostro paese di nebbie e foschie dense a dispetto di quanto avviene nei comuni limitrofi, Gallese, Civita Castellana e la sua frazione Borghetto, si confermano sempre regine della nebbia; sarebbe interessante capire il perché di tale differenza nel giro di pochi chilometri, a volte, anche solo centinaia di metri di distanza. Nel complesso le temperature sono state in media termica, ed a parte un mese, Gennaio, con elevata anomalia positiva, si sono avuti, invece dicembre e febbraio, con un sottomedia termico. Sul fronte precipitativo, finalmente, sono tornate ad aversi piogge abbondanti, rimpinguando le falde acquifere e tenendo, ci si augura, il più lontano possibile lo spettro della siccità della passata annualità.

Foto della neve del febbraio 2018 a Corchiano

Corchiano, l’inverno e la neve . Foto della nevicata del febbraio 2018

Come sopra citato, è tornata, finalmente la neve! Dopo una attesa durata ben sei anni, l’ormai storico febbraio 2012, quest’anno si è presentata copiosa, ed in misura maggiore di quanto, anche le più rosee previsioni, prospettassero per tutti gli amanti della dama bianca sino a poche ore prima dell’evento, ovvero delle giornate del 26-27 febbraio; la precipitazione nevosa è durata complessivamente una quindicina di ore, dalle ore serali del 26 sino alla prima mattinata del 27, per poi rasserenarsi . Le giornate seguenti hanno visto temperature quasi sempre negative, con massime di pochissimo superiori agli zero gradi e minime che sono scese anche a -8°C per poi risalire gradualmente. Ma chi è l’autore o il responsabile, a seconda dei punti di vista, di questo episodio? Continua a leggere →

Congelamento dell'acqua con temperature positive, come è possibile?

mercoledì 11 aprile 2018
di Cemer - Centro Meteo per l'Etruria e Roma
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Congelamento dell’acqua con temperature positive, come è possibile?

Il fenomeno del congelamento dell’acqua con temperature positive. Come si verifica?

Di Claudio Giulianelli

ROMA, 11 Aprile 2018 – Ci sono alcuni fenomeni che vanno contro il senso comune,alcuni più facili da osservare di altri,quali la neve con temperature positive,anche con 3-4 gradi centigradi. Meno frequente è invece il congelamento dell’acqua con temperature positive sotto irruzioni fredde. L’esempio più eclatante che ricordo era alla fine di dicembre 2014,con una temperatura di 2 gradi attorno a mezzogiorno,l’acqua ghiacciava sotto i colpi della tramontana. Inizialmente possiamo stupirci,in quanto la termodinamica ci dice che due corpi a contatto tendono all’equilibrio termico. Una seconda considerazione che può venire in mente di fare è che il vento sottrae più calore all’acqua. Di irruzioni fredde ne vediamo varie nel tempo,più o meno intense,ma il fenomeno non avviene sempre o non sempre è così evidente. Useremo questo caso molto didattico per capire il fenomeno ed estenderlo poi al caso della neve con temperature positive.

Immaginiamo dunque che sia in corso una irruzione fredda,e abbiamo la nostra vaschetta di acqua esposta al vento freddo di tramontana,e vediamo che questa congela nonostante la temperatura sopra lo 0°c.
Vediamo quello che succede: l’acqua della vasca tenderà ad evaporare. L’evaporazione dell’acqua avviene se l’acqua non è troppo fredda,ma un altro modo di far evaporare l’acqua è quello di rendere l’ambiente circostante secco: se immaginiamo la nostra vasca al chiuso con aria secca,l’acqua evapora fino a che non si arriverà ad un equilibrio per cui tante molecole di vapore escono dall’acqua,e altrettante condensano e ritornano ad essa. Ossia l’ambiente è saturo. Se esponiamo la vasca a un flusso di aria secca,la vasca evapora,ma non trova mai un equilibrio, perché l’ambiente è sempre soggetto a un ricambio di aria di nuovo secca. A questo punto potreste essere confusi,in quanto l’evaporazione dell’acqua avviene se la riscaldo,mentre qui si è descritto un processo osmotico. L’evaporazione,per avvenire,ha effettivamente bisogno di calore e lo sottrae all’acqua della vasca,la cui temperatura di conseguenza scende. Questo vuol dire che,pure se ho una temperatura di 2 gradi ma aria secca e ben ventilata,l’acqua della mia vasca evapora fino al congelamento. La temperatura dell’acqua può scendere a temperature anche di svariati gradi in meno dell’aria. Quindi sotto irruzione continentale come quella descritta a inizio articolo,con una temperatura di 2 gradi il congelamento è stato possibile perché l’evaporazione forzata dell’acqua,a causa del flusso di aria secca,ha sottratto a questa il calore facendola scendere sotto lo zero,anche di qualche grado.
Il fenomeno è ben noto, e la temperatura raggiunta dall’acqua è chiamata temperatura di bulbo umido,e come dimostra l’esempio è un parametro importante nelle previsioni meteorologiche.

è più facile notare che il ghiaccio che si forma sotto irruzione è più spesso,anche molto più spesso di quello che si forma in una nottata serena invernale senza vento,con raffreddamento notturno da inversione termica. In caso di nottata fredda invernale con calma di vento,se l’aria è a 0 gradi non è neanche detto che vi sia congelamento (gli 0 gradi rappresentano una transizione di fase in cui solido e liquido ancora convivono in equilibrio,questo è il caso in cui l’acqua si porta alla stessa temperatura dell’aria). Se è in corso una irruzione continentale con la stessa temperatura (magari è la massima del giorno) vedrete formarsi belle lastre!

Congelamento dell'acqua con temperature positive, come è possibile?

Congelamento dell’acqua con temperature positive, come è possibile?

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mercoledì 28 febbraio 2018
di Cemer - Centro Meteo per l'Etruria e Roma
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Monti Cimini: la nevicata del 26 febbraio 2018

Reportage dai Monti Cimini: scopriamo gli effetti dell’ondata di gelo siberiano sui rilievi più alti del viterbese!

di Nicholas Fanicchia

Dopo una notte passata in bianco (in tutti sensi), tra il nowcasting (segnalazioni in diretta) e l’emozione del momento, il pomeriggio di lunedì 26 febbraio 2018, dopo una mattinata passata tra una spalata di neve e una misurazione nivometrica, io e il mio collega-amico Claudio Fornari abbiamo deciso di prendere la macchina e fare quello che noi meteo-appassionati chiamiamo “nivotour”, cioè andar di qua e di là nei luoghi colpiti dalla nevicata per fare foto, misurazioni e provare quel brivido nel vedere quell’ammasso di “acqua congelata” che alla solo vista ci fa tornare bambini. In particolare, questo nivotuor prende l’appellativo di “cimino”, in quanto si districa tra i meravigliosi scenari dei Monti Cimini, nella Tuscia Viterbese, a due passi di Viterbo.

Monti Cimini: il percorso del nostro reportage

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