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PREVISIONI BREVE TERMINE

8 dicembre 2016 di Cemer | 0 commenti

Venerdì soleggiato con temperature stazionarie, qulaalche foschia nelle vallate. Sabato cieli sereni o poco nuvolosi, nebbie al mattino nelle vallate interne. Temperature massime in aumento, minime stabili.

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Leggi le previsioni a breve termine testuali e grafiche per i prossimi giorni –>

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11 novembre 2016
di Cemer
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Il teorema della palla pelosa e la circolazione generale dell’atmosfera

Di Claudio Giulianelli

Leggendo il titolo, o meglio, il nome del teorema esilarante, potreste pensare che sia uno scherzo. Questo articolo non vuole essere una descrizione precisa e rigorosa di un teorema matematico ma piuttosto uno spunto di riflessione per poi spingere i più curiosi verso questo argomento a fare ulteriori ricerche personali. Il teorema della palla pelosa (il cui nome in termini matematici verrà spiegato successivamente) è un punto di partenza nella descrizione del funzionamento della nostra atmosfera, delle sue fondamenta. Potremmo effettivamente dire che è fondamentale nella descrizione del funzionamento dell’atmosfera.

Partiamo analizzando il nome del teorema.

I matematici definiscono “palla” un qualunque oggetto di forma circolare,indipendentemente dalla dimensione che lo caratterizza. Si parla quindi di palla n-dimensionale. Ad esempio abbiamo il cerchio,il disco,la sfera e così via fino a infinite dimensioni. Tutti questi oggetti si riassumono sotto il nome di palla. Pelosa…in realtà per pelosa non c’è una definizione matematica, per fortuna oserei dire! La scelta di questo aggettivo sarà chiara spiegando il teorema.

Con questo teorema si vuole dimostrare che comunque si pettini una palla letteralmente pelosa, ci si troverà sempre di fronte a punti in cui la disposizione dei peli non è più continua,ma cambia in modo discontinuo. Nel caso dell’atmosfera per esempio, se si assimila la sfera ad un pianeta e la si pettina da sinistra verso destra, troveremo due singolarità, corrispondenti a due poli (prima immagine sotto). Da questo se ne può dedurre dunque che qualunque pianeta che ruoti su se stesso (dunque con atmosfera sempre in movimento,altrimenti non ci sarebbero singolarità e nulla da pettinare),presenta nella circolazione generale atmosferica due grandi ruote depressionarie,il cui centro è il polo.

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500-hpa-domenica

1 novembre 2016
di Cemer
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Tendenza medio-lungo termine: in arrivo una forte perturbazione autunnale?

di Lorenzo Pietra

 

Buongiorno a tutti i cari lettori,

in questo articolo cerchiamo di delineare la tendenza meteorologica per i prossimi giorni, in quanto i modelli individuano le possibilità di un serio peggioramento del tempo sull’Italia.

In questi ultimi giorni l’autunno sta mostrando il suo volto meteorologico migliore, grazie alla presenza di una solida campana alto pressoria avente i massimi pressori sui Pirenei (circa 1024 hPa):

 

alta-pressione

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venerdi-16-settembre-2016

17 settembre 2016
di Cemer
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Il forte maltempo del 16 Settembre 2016: genesi ed effetti di un evento meteo

di Lorenzo Dorato

Ieri, 16 Settembre, dopo una prolungata fase siccitosa per molte zone (ad eccezione di sparsi fenomeni temporaleschi dei giorni precedenti), si è verificato un evento meteorologico di rilevante entità che molti abitanti delle vaste aree comprese tra Roma e il Lago di Bolsena probabilmente ricorderanno a lungo.

La genesi dell’episodio era chiara già da diversi giorni. Si prevedeva l’entrata di una saccatura depressionaria ad ovest dell’Italia tra Spagna e mediterraneo centro-occidentale in successivo avanzamento verso est.

E così è stato, come ben mostra la mappa barica a 500Hpa di ieri mattina alle h 6:00 (16 Settembre).

venerdi-16-settembre-2016

Si tratta della tipica configurazione a rischio per le nostre zone. Lo sprofondamento poco ad ovest dell’Italia di un’ansa depressionaria da nord provoca infatti la risalita sul ramo caldo ascendente (nella mappa la linea rosso-arancio che dalla Sardegna risale verso l’Argentario) di nuclei temporaleschi intensi, alimentati dall’aria calda e dai contrasti con l’aria più fresca in entrata. Spesso questo tipo di configurazioni danno luogo ai cosiddetti e temuti sistemi a V, strisce temporalesche con la caratteristica forma a V (con l’apice della V a sud-ovest e il lato largo a nord-est). Questi sistemi sono capaci di innescare vere e proprie alluvioni lampo.

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italia_clima_ispra

19 agosto 2016
di Cemer
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Il clima italiano sta diventando sempre più estremo?

Di Francesco del Francia

Giunge sempre più all’occhio, specie negli ultimi anni, come il clima italiano stia tendendo sempre più ad una radicale estremizzazione. Quello a cui mi riferisco non è il classico discorso sulle estati troppo calde, le cosiddette estati record o sulla caccia del nuovo primato per il valore minimo registrato nella valle del Primiero in Trentino, ma ad un discorso che dovrebbe riguardarci molto più da vicino, quello sulle precipitazioni atmosferiche.

Senza andare troppo indietro nel tempo, basta ricordare gli eventi alluvionali che tra fine ottobre ed inizio novembre 2011 colpirono alta Toscana, Liguria, Roma e successivamente, dopo poche settimane, Sicilia e Calabria. Sono questi i settori maggiormente colpiti da fenomeni temporaleschi estremamente violenti, ovviamente stiamo parlando di precipitazioni concentrate in poche ore e che hanno quasi sempre determinato importanti stati di allerta di tipo idrogeologico.

italia_clima_ispra

L’italia con la sua particolare morfologia che supporta una varia e peculiare presenza di brevi quanto pericolosi corsi d’acqua, risulta esposta quasi interamente (circa l’82% dei comuni italiani) ai rischi del caso. Risulta doveroso fare una distinzione, mentre Sicilia e Calabria hanno continuato a ricevere importanti apporti pluviometrici anche nei primi mesi del 2012, quasi sempre localizzati in poche ore con i conseguenti rischi del caso, Liguria e Toscana non hanno praticamente più visto l’ombra di una goccia cosi’ come buona parte del nord ed in particolare del nord-est italiano.

Non voglio entrare nello specifico né dilungarmi sulle cause ampiamente esposte e riproposte nell’immediato post-evento, purtroppo però i fatti dimostrano quanto la percezione del pericolo nei confronti di questi fenomeni svanisca dalla memoria collettiva in maniera estremamente facile. Con una formula matematica estremamente banale e facilmente comprensibile da tutti si potrebbero riassumere le principali cause meteorologiche che riguardarono l’alluvione ligure:

∑ A + B + O + C

A = Anomalia altopressoria di diverse decine di giorni che ha consentito un surplus di calore latente sul Mediterraneo;
= Bassa pressione Atlantica con conseguenti spifferi freschi e successivo blocco altopressorio ad est;
O = Orografia, morfologia e predisposizione di un determinato luogo (linea di shear e canalizzazione ad opera di Corsica e Sardegna) ad un determinato tipo di evento;
C = Convergenza della ventilazione (per esempio Scirocco ed aria fredda padana al suolo, Libeccio in quota) che tende a favorire lo sviluppo di celle autorigeneranti. Continua a leggere →