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PREVISIONI BREVE TERMINE

30 luglio 2016 di Cemer | 0 commenti

Sabato cieli sereni, temperature massime in aumento di 1°-2°C. Domenica cieli sereni o al più velati con temperature in ulteriore aumento.

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Leggi le previsioni a breve termine testuali e grafiche per i prossimi giorni –>

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6 luglio 2016
di Cemer
0 commenti

Quanto si raffredderebbe la terra se smettesse di ricevere i raggi del sole?

Di Claudio Giulianelli

Quanto si raffredderebbe la terra se smettesse di ricevere i raggi del sole?
Il problema ovviamente non si pone, ma se il nostro pianeta smettesse di ricevere la radiazione solare quanto si raffredderebbe?

La risposta è fino a 2,73 kelvin,ossia fino a -270,42 gradi celsius, 2,73 gradi sopra lo zero assoluto.Vediamo perché. Sappiamo che il calore si trasmette in tre modi, conduzione, convezione e irraggiamento. Nel primo caso, come si riscontra spesso nella vita quotidiana, si ha quando un corpo viene messo a contatto con un corpo caldo o una sorgente di calore e il calore si propaga all’interno del corpo. La convezione è il principale modo con cui l’atmosfera scambia calore alle varie quote, ma anche quando mettiamo una pentola d’acqua a bollire,tipico dei fluidi dunque. L’irraggiamento è il modo con cui il sole scalda la terra e la terra libera il calore irraggiato dal sole durante la notte.

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Nella normalità di tutti i giorni il sistema terra scambia calore in tutti e tre i modi dunque, per conduzione, ossia propagazione del calore assorbito su tutte le superfici, per convezione, nei fluidi, e per irraggiamento, ossia assorbimento da parte del suolo delle onde elettromagnetiche provenienti dal sole e riemissione notturna da parte del suolo di queste sotto forma di onde con lunghezza d’onda maggiori (si tenga presente che la lunghezza di queste onde emesse ci dice la temperatura ad esempio di una stella, i cui possibili colori sono molto variegati,lo spettro di emissione).

L’azione contemporanea di tutti e tre i modi di scambio del calore permette che non ci sia una parte del pianeta che frigga,sotto il sole e un’altra che congeli. Se però la terra non ricevesse più il calore dal sole, per irraggiamento, la terra continuerebbe ad irraggiare calore. In condizioni di cielo sereno e con aria limpida per esempio le minime vengono fatte finché il suolo può irraggiare calore, ossia finché i primi raggi solari non cominciano a scaldarlo al mattino. Se il sole non ci scaldasse più questa “tipica discesa termica notturna” continuerebbe, il suolo irraggerebbe sempre più calore e il pianeta, ogni sua sostanza presente, raggiungerebbe la temperatura di 2,73 kelvin, che è l’attuale temperatura “dello spazio vuoto”.

Se prendiamo un qualunque oggetto sulla terra, che sarà in equilibrio termico con l’ambiente circostante, e lo portiamo nello spazio vuoto, questo raggiungerà una temperatura di 2,73 kelvin, che è il nuovo equilibrio termico con l’ambiente circostante. In uno scenario del genere, apocalittico, molti gas diventerebbero liquidi se non solidi. Continua a leggere →

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18 aprile 2016
di Cemer
0 commenti

Parco della Mola e rovine dell’antica città di Monterano

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Di L’Oplita, gruppo escursionistico Tuscia

Escursione del 6 Dicembre 2015 - Parco della Mola (Oriolo) e rovine dell’antica città di Monterano.

Il parco della Mola prende il nome dal vecchio molino, costruito nel 1573 dal feudatario Giorgio Di Santa Croce, fondatore di Oriolo. Il manufatto serviva   per la molitura del grano da farina, sfruttando le acque del fiume Mignone e del fosso Biscione. Il fiume, conosciuto da Enea secondo il poema di Virgilio, allorché l’eroe andò a cercare alleati tra gli Etruschi di Cerveteri e Tarquinia, rappresenta ancora oggi una risorsa ricca di potenzialità idriche. Le acque termominerali conosciute anche dai romani che sfruttavano diverse località della zona sono rappresentate in prevalenza da manifestazioni sulfuree ed emissioni gassose. Quella della Mola è la manifestazione più cospicua riscontrabile nella zona. I fenomeni vulcanici da cui originano sono gli stessi che hanno dato origine alla attuale configurazione morfologica del territorio e alla genesi dei monti della Tolfa. La pittoresca cascata del fiume Mignone è stata utilizzata come set cinematografico per le riprese del premio oscar “Pinocchio” con Roberto Benigni.

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25 marzo 2016
di Cemer
1 commento

Statistiche meteo: Pasqua e Pasquetta sono sempre piovose?

Di Francesco del Francia

Dedicato (con affetto) a quelli che “tanto a Pasqua, ma specie a Pasquetta piove sempre”! Una piccola verifica.

Dopo aver confutato almeno con un “controesempio” e più o meno scherzosamente l’ipotesi che siano sempre Sabato e Domenica i giorni più piovosi della settimana, rovinando così i weekend di molti di noi, un altro luogo comune (!?) è quello che vede il periodo pasquale sempre o quasi rovinato dalle intemperie. Specie il Lunedì dell’Angelo, Pasquetta, tipicamente dedicato alle scampagnate e alle gite fuori porta o comunque all’aria aperta.

Ora, un fondo di verità c’è senz’altro, visto che la Primavera è in media la seconda stagione più piovosa dell’anno e quindi non è così improbabile che possa accadere di avere tempo instabile, tanto più che la Pasqua, alta o bassa che sia, cade sempre tra fine Marzo e fine Aprile e quindi nella parte “peggiore” della Primavera, quella ancora “troppo” a ridosso dell’Inverno che spesso e volentieri tenta una resistenza prima di mollare la presa. Tuttavia ci chiediamo:

Ma davvero i comportamenti atmosferici stanno a guardare quando cade la Pasqua? Lo fanno apposta? O siamo così sfigati? Non sarà che invece ci ricordiamo solo quello che ci fa comodo ricordare?

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Abbiamo condotto un piccolo esperimento, volutamente grossolano in quanto in questo lavoro intendiamo evidenziare una certa generalità delle condizioni meteo sull’Italia. Impossibile valutare ogni angolo del nostro Paese.

Per questo lo studio è stato realizzato determinando una sorta di “fotografia” della situazione atmosferica a partire dal 1948, grazie al nostro archivio storico. Precisamente, per tutti i giorni di Pasqua e Pasquetta abbiamo preso in considerazione:

- la pressione sul livello del mare presente alle  00 UTC e 12 UTC – i geopotenziali a 500 hPa alle 00 UTC e 12 UTC – presenza o meno di decisi campi ciclonici o anticiclonici, valutando la curvatura di isobare e isoipse – si contrassegna in rosso l’elevata probabilità di complessivo e generale maltempo e/o freddo/ventoso – si contrassegna in verde l’elevata probabilità di complessivo e generale bel tempo – si contrassegnano in giallo i casi più o meno intermedi (come nell’Italia “divisa in due”, dove nello stesso giorno abbiamo probabile maltempo ad esempio al nord, ma bello al sud, oppure con tempo non proprio perturbato, ma neanche splendido o incertezze varie…) – in più abbiamo riportato anche le condizioni meteo rilevate in 3 località campione (nord: Milano, centro: Roma, sud: Palermo), laddove disponibili. In questo caso, la casella verde si ha quando non è piovuto in entrambi i giorni, gialla quando l’evento pioggia è riscontrato solo a Pasqua o solo a Pasquetta, rossa quando si ha pioggia in entrambi i casi.

I colori possono in alcuni casi non essere perfettamente coerenti tra il caso generale e quello delle singole località, ma è dovuto alla differente natura interpretativa: quella con le mappe sinottiche troppo “generica”, quella delle località (solo 3…) troppo “locale”. Fatte queste premesse, i risultati, secondo le nostre interpretazioni, hanno dato luogo alla seguente tabella, utile anche per avere un calendario delle “pasque” passate, almeno a partire dal 1948. Continua a leggere →