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Previsioni breve termine

14 giugno 2017 di Cemer | 0 commenti

AVVISO AGLI UTENTI: il servizio di previsioni grafiche verrà temporaneamente sospeso dal 15 Giugno e riprenderà regolarmente dal 1 Settembre. Sarà invece aggiornata qui sotto la pagina principale con la previsione breve testuale a due o tre giorni e gli avvisi su eventuali eventi meteorologici di rilievo

Giovedì 22 Giugno: cieli sereni ovunque, temperature appena sopra la media del periodo, brezze nel pomeriggio sostenute sulle coste.

Venerdì 23 Giugno: qualche passaggio nuvoloso di scarsa entità nelle ore centrali del giorno in un contesto di cieli sereni o poco nuvolosi. Temperature in aumento nei valori massimi di 1°-2° e brezze meno intense.

Sabato 24 Giugno: cieli sereni o poco nuvolosi con passaggi di velature e nubi alte alternati ad ampie schiarite. Temperature stazionarie o in lieve aumento.

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Lago di Bracciano

22 giugno 2017
di Cemer
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Siccità 2017: pluviometria e criticità a Viterbo e Roma

Eccezionale siccità sull’intera penisola: il caso di Roma

di Riccardo Felli

ROMA, 22 giugno 2017 - “Anno bisesto, anno funesto” recita un popolare proverbio, a voler sottolineare l’attitudine della natura a ripetersi con cicli più o meno regolari, nel bene o nel male.
Un anno bisestile in realtà ce lo eravamo appena lasciati alle spalle quando per l’Italia si apriva una lunga pagina meteorologica fatta di anomalie termiche e pluviometriche.

In questi primi 6 mesi del 2017 la penisola è stata bersaglio costante delle stravaganze del clima: ricordiamo la lunga e feroce ondata di freddo che colpì per 15 giorni lo stivale, a partire dall’Epifania, con eccezionali nevicate sull’Appennino centrale, causa della slavina che travolse l’Hotel Rigopiano.

Sono cronaca di queste settimane, invece, le temperature elevate che hanno fatto esplodere la stagione estiva già dalla seconda metà del mese di maggio con valori di parecchi gradi al di sopra delle medie del periodo, i fiumi in secca e i laghi al di sotto dello zero idrometrico.

Se da una parte è lecito attendersi delle annate nelle quali l’escursione termica tra inverno ed estate è più elevata di altre, quel che lascia sgomento e preoccupazione è prendere atto, dati alla mano, di una costante che da mesi non sta dando tregua: l’assoluta scarsità di precipitazioni.

Per renderci conto della portata degli effetti su scala nazionale è sufficiente mettere a confronto un’immagine satellitare della penisola scattata nel giugno 2016 con una di qualche giorno fa:

Italia - Satellite giugno 2016

Italia – Satellite giugno 2016

Italia - Satellite giugno 2017

Italia – Satellite giugno 2017

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1bis

10 marzo 2017
di Cemer
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Misure meteorologiche: euleriane o lagrangiane?

Di Claudio Giulianelli

Vi siete mai chiesti, per chi possiede strumentazione meteo, (anche un semplice termometro a mercurio), come sia più giusto misurare i parametri atmosferici? Solitamente chi possiede una strumentazione meteo, esegue le misure da posizione fissa, ossia le misure prese dagli strumenti variano soltanto col tempo. Questo tipo di misura è detto euleriana. Se invece fate sì che la vostra strumentazione possa essere trasportata dalle correnti (anche se,come si immagina facilmente, questo non è il caso delle nostre stazioni meteo), la misura viene detta lagrangiana.

images                                1bis

Quando conviene utilizzare l’una o l’altra?
Come detto sopra, solitamente usiamo misure di tipo euleriano. Per lo studio dei moti fluidodinamici degli oceani e dell’atmosfera però, non rappresenta il massimo, in quanto una misura euleriana ci aiuta a ricostruire un campo vettoriale, quello della velocità del vento (ossia in ogni punto associa un’intensità e direzione del vento), solo però dove sono presenti stazioni,lasciando dunque molte aree effettivamente scoperte. Continua a leggere →

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21 gennaio 2017
di Cemer
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Graupel o neve tonda: la precipitazione che non t’aspetti.

di Riccardo Felli

In questo articolo parleremo di una delle precipitazioni più inusuali e sorprendenti, si tratta della neve tonda (o “graupel”, dal tedesco).

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Se non abbiamo ricordi recenti, scavando un po’ nella nostra memoria ci sarà sicuramente capitato di osservare una precipitazione solida, granulosa e piuttosto soffice, probabilmente durante un temporale invernale: si tratta di una precipitazione nevosa chiamata “neve tonda” o, più comunemente dagli addetti ai lavori “graupel”.
E con molta probabilità, l’avrete scambiata per grandine ipotizzando che non può trattarsi di neve dal momento in cui il vostro affidabile termometro segna +7°C. Nulla di più sbagliato, vediamo perchè!

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11 novembre 2016
di Cemer
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Il teorema della palla pelosa e la circolazione generale dell’atmosfera

Di Claudio Giulianelli

Leggendo il titolo, o meglio, il nome del teorema esilarante, potreste pensare che sia uno scherzo. Questo articolo non vuole essere una descrizione precisa e rigorosa di un teorema matematico ma piuttosto uno spunto di riflessione per poi spingere i più curiosi verso questo argomento a fare ulteriori ricerche personali. Il teorema della palla pelosa (il cui nome in termini matematici verrà spiegato successivamente) è un punto di partenza nella descrizione del funzionamento della nostra atmosfera, delle sue fondamenta. Potremmo effettivamente dire che è fondamentale nella descrizione del funzionamento dell’atmosfera.

Partiamo analizzando il nome del teorema.

I matematici definiscono “palla” un qualunque oggetto di forma circolare,indipendentemente dalla dimensione che lo caratterizza. Si parla quindi di palla n-dimensionale. Ad esempio abbiamo il cerchio,il disco,la sfera e così via fino a infinite dimensioni. Tutti questi oggetti si riassumono sotto il nome di palla. Pelosa…in realtà per pelosa non c’è una definizione matematica, per fortuna oserei dire! La scelta di questo aggettivo sarà chiara spiegando il teorema.

Con questo teorema si vuole dimostrare che comunque si pettini una palla letteralmente pelosa, ci si troverà sempre di fronte a punti in cui la disposizione dei peli non è più continua,ma cambia in modo discontinuo. Nel caso dell’atmosfera per esempio, se si assimila la sfera ad un pianeta e la si pettina da sinistra verso destra, troveremo due singolarità, corrispondenti a due poli (prima immagine sotto). Da questo se ne può dedurre dunque che qualunque pianeta che ruoti su se stesso (dunque con atmosfera sempre in movimento,altrimenti non ci sarebbero singolarità e nulla da pettinare),presenta nella circolazione generale atmosferica due grandi ruote depressionarie,il cui centro è il polo.

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